Giorno 2 – giappone 2019

Oggi abbiamo in programma una giornata con Naoto, un caro amico che ritroviamo dopo alcuni anni, studia italiano e sa che non siamo amanti dei luoghi da turisti. L’appuntamento è alla stazione di Kanda. Arriviamo leggermente in anticipo e da prassi Dani si trova davanti al suo dubbio preferito: con quale onigiri fare colazione?

Nell’attesa mi guardo intorno osservando come l’eleganza sia normale in questa area, e non mi riferisco solo ai soliti completi neri da “salari man”, nel mentre Dani affronta la sua prima sfida: onigiri al salmone!

Questo è un articolo con molte foto, molto lungo, di quelli che dicono che non andrebbero fatti, quindi volendo potete fermarvi a guardare questo video e salutarci.

Continuando a “sfogliare” il blog:

Ed ecco che arriva Naoto! Con lui inizia questa zampettante giornata, con una prima tappa obbligatoria: il negozio DJI!

Scopriamo in loco con grande sorpresa che la DJI ha realizzato una versione giapponese del Mavic Mini il cui peso è di 199 gr, con una conseguente batteria della durata di soli 18 minuti, probabilmente il motivo chiave per il quale resta un modello disponibile solo qui.

Se avete presente Arale probabilmente vi ricorderete dell’auto di suo padre/inventore, ogni volta che vediamo questo modello sentiamo vacillare la nostra scelta di non avere un’auto: piccola, compatta ma con l’aria di un monolocale attrezzatissimo.

Sono le 11.30 e si inizia a pensare a come affrontare il pranzo, Dani ha bisogno di un luogo in cui sia possibile mangiare qualcosa senza glutine e la risposta giapponese giunge inaspettata: la soba! Ci diregiamo verso un luogo che pare essere speciale, anche perché abbiamo l’esigenza che sia soba tradizionale.

c’è aria di Star Wars ovunque…

Nella scorsa avventura, che dobbiamo ancora raccontare, abbiamo avuto il piacere di entrare in contatto con delle gelatine fantastiche quanto mortali, ciò non ci ha impedito di cercarle in ogni combini che incontravamo… ad un certo punto non ci fu più possibile individuarle. Ed ecco, oggi, per caso, in un angolo di una farmacia e pure con lo sconto!

Queste richiedono attenzione perché sono di gelatina molto densa e non semplice da addentare quindi anziani e bambini rischiano di morire soffocati, una brillante proposta del mercato in un paese molto anziano e con bassa natalità. Affrontiamo il rischio con entusiasmo!

l’idea di freschezza

Ci stiamo avvicinando alla nostra meta, Naoto ci avverte che il prezzo della soba in questo locale è leggermente più alto della media.

l’importanza della X nelle mappe

Ci troviamo davanti al ristorante di soba chiamato Kanda Yabusoba, 神田藪蕎麦, in cui vediamo entrare persone di ogni tipo, ma non turisti. Vi sono persone sole sedute in modo tale da godersi la vista del piccolo giardino, per i più tradizionali vi è una zona in cui si può stare in ginocchio e infine c’è un’area separata probabilmente prenotabile e per persone riservate.

Dopo un ottimo piatto di soba nasce l’esigenza di un buon caffè e decidiamo di fare una bella passeggiata fino a Koto, per raggiungere lo Allpress Espresso Tokyo Roastery & Cafe.

tutto è molto chiaro, è difficile perdersi, ma noi abbiamo un bel talento

Lembi di verde tra le case, in attesa di esplodere a primavera e nell’acqua carpe che ti guardano chiedendoti se hai freddo… passeggiare in periferia è un vero piacere.

Finalmente arriviamo allo Allpress, ed è veramente una struttura interessante, da ogni punto di vista, qui si ritrova la tendenza estetica degli ultimi anni che “tende” ad appiattire tutto: la solita gamma di colori, un motto qualsiasi dell’onda motivazionale, la clientela con la stessa cromia negli abiti… Un luogo con un target ben preciso, non noi! L’architettura della copertura è veramente affascinante, osserviamo come abbiamo voluto mantenerla a vista anche per gestire meglio la macchina da torrefazione. Qui c’è una nuova tradizione del caffè, una cultura giovane imprenditoriale globale che non riuscirà a prendere il posto dei nostri amati kissaten, ma questo è sicuramente un luogo da visitare, anche per testare il loro espresso che è veramente buono e forte.

Nei prossimi giorni non avremmo tempo per pensare agli omiyage, i famosi pensierini da portare agli amici, quindi cogliamo l’occasione per fare un giro in un grande magazzino, con un vero chiodo fisso: tokyu-hands. Torniamo tra i turisti.

vi sono palazzi con tracce del loro passato ben evidenti… basta sapere dove

Ed eccoci a Shinjuku, un quartiere vissuto in maniera estrema dagli amanti dello shopping, potete trovare di tutto e di altissima qualità… un luogo veramente pericoloso per il portafoglio, all’interno di uno dei suoi grandi magazzini si cela la nostra meta.

un nuovo cucciolo?

Conoscete il progetto LOVOT? Abbiamo incontrato queste creaturine per caso e Dani ne ha presa una in braccio, il tempo di fare due foto, una coccola e un’altra ha manifestato gelosia. Ci hanno spiegato che i due robottini sono collegati e quello “non considerato” ha manifestato con lo sguardo e abbassando le ali il suo dispiacere. Due piccoli monitor collegati ad una piacevole banca dati di espressione ed ecco che tocca posare Kamakura e coccolare l’altro. L’umanizzazione delle macchine ci rende fragili ma siamo deliziosamente folli ed è questa la vera sfida per i programmatori: gestire la variabile “uomo”. Fatevi un giro sul sito per sapere di più su Kamakura e i suoi amici.

Completiamo i nostri acquisti: penne, pennelli e quaderni. Ci dirigiamo verso la penultima meta della giornata: Al Mulon! Abbiamo conosciuto lo chef quando lavorava a Firenze, ma la sua vera passione è sempre stata la cucina del nord, in particolare quella triestina, ed insieme alla moglie, Francesca, ha realizzato il suo sogno. Il suo ristorante triestino a Tokyo. Ci affidiamo a google maps che ci fa fare un percorso interessante.

Ed eccoci finalmente da Hirai!

Hirai Takayuki riesce a gestire in modo incantevole il fanciullo dal gluten-free.

Se siete da queste parti e volete mangiare italiano per nostalgia o per donare una serata piacevole a qualche amico/cliente, segnatevi questo locale e prenotate!

L’ultima missione della giornata è conoscere la deliziosa fidanzata di Naoto, lei lavora fino a tardi e decidiamo di incontrarci a metà strada: una passeggiata di circa venti minuti attraverso un quartiere residenziale dove diversi personaggi noti vivono in totale serenità.

La serata procede per il meglio fino al momento in cui ci avvertono che l’aereo del team italiano è stato cambiato a causa dello sciopero, spostando l’arrivo troppo tardi considerando i vari impegni che dovranno affrontare qui. Salutiamo i nostri amici e torniamo a casa cercando di capire meglio la situazione.

A tarda notte tokiese tutto si risolve, ma di dormire non se ne parla, alle 5.30 del mattino finalmente si chiudono gli occhi.

Comunque il venerdì sera è duro per tutti!